In SMI Group sono IT Client Specialist una figura un po’ a metà tra il supporto tecnico e il service desk. Principalmente mi occupo del coordinamento dei tecnici, di caricare i ticket sul portale, controllare le commesse, gli ordini e, quando serve, gestire direttamente i ticket interni o esterni. Obiettivo del mio ruolo è far sì che si arrivi alla corretta risoluzione del problema nel miglior modo possibile.
Anche se di indole non sono un tipo particolarmente socievole mi piace comunque venire in sede e vivere la vita d’ufficio, anche se potrei usufruire dello smart working. Stare in ufficio è spesso anche più comodo: se ti serve qualcosa, puoi affacciarti nell’ufficio, vederti per un caffè, oltre al piacere di poter fare una piccola pausa ogni tanto e stare in compagnia con i tuoi colleghi.
Poi l'ambiente è sempre molto positivo, mi trovo bene, abbiamo una bella sede e questo aiuta sicuramente.
Credo che il tempo sia una delle cose più importanti che abbiamo e quindi cerco di gestirlo al meglio. Cerco quindi di ritagliarmi dello spazio da dedicare alle mie passioni, principalmente a sport e musica che fanno indissolubilmente parte della mia vita.
Per tanti anni ho giocato a pallavolo, anche a livello agonistico. Adesso mi alterno tra palestra e qualche partita a calcetto con amici e colleghi, ma senza mai perdere il “ritmo”. Sono una persona abitudinaria, quindi cerco di mantenere una mia routine: vado in palestra almeno tre volte a settimana e in più almeno una partitella. Non riesco a stare senza allenarmi!
E poi c’è la musica. Suono la chitarra da quando ero piccolo e il mio mondo di riferimento sono tutti i gruppi rock, i grandi chitarristi: Queen, Pink Floyd, Led Zeppelin…
"Ho suonato anche in alcune band, ma a me piaceva suonare cose mie: ho scritto centinaia di pezzi e il mio sogno nel cassetto è riuscire un giorno ad incidere qualche brano in modo “professionale” invece di lasciarli a casa dentro gli hard disk. Un desiderio che nasce soprattutto dalla voglia di confrontarsi con gli altri: se una cosa la si tiene solo per sé, in fondo, è un po’ come se non esistesse. Sapere invece che ha un impatto – seppur minimo – sul mondo esterno è come se prendesse forma, iniziando a vivere una propria esistenza.
Una cosa per me fondamentale della musica è il suo potere di aggregare le persone. Il bello di riuscire a far conoscere la propria musica è anche quello di generare contatti, collaborazioni con altre persone, condividere qualcosa che appunto inizialmente è solo tuo e poi comincia a diventare qualcosa che ha quasi una vita propria.
Proprio dal confronto, da questa condivisione, nasce un melting-pot che è l’incontro di culture ed esperienze diverse.
Che è un po’ anche quello che succede a lavoro, quando per arrivare alla soluzione di un problema ti confronti con qualcuno e prende vita qualcosa di “collaborativo”. Anche qui in SMI, una delle cose belle è quella di non sentirsi mai lasciati da soli; c’è sempre qualcuno a cui poter chiedere una mano, anche ai livelli più alti, e la risoluzione di un problema è sempre frutto di più contributi."
